E' vero, continuo a vivere come se tutto fosse normale, come se le cose continuassero ad andare come prima. Gli odori, i colori, sono sempre gli stessi. Identico è il panorama quando scruto fuori dalla finestra. Il sapore del bacon a colazione non è mutato (forse il mio colesterolo si, dovrei provare uno di quegli aggeggi da polso della BS, quelli che ti dicono quando stai per morire). Passo il mio tempo osservando, analizzando, facendo ipotesi, dipanando problemi complessi. Poco mi soffermo sulle banalità di un semplice tramonto visto da Carpathia Squeare, è una vita che non lo faccio, intendo andare in piazza al tramonto a guardare il mare. forse perchè è un mare morto...nero. Come l'ala venefica che si sta allargando sul Verse, lenta ed inesorabile. Judas la definisce una peculiarità imprescindibile dell'uomo, io la chiamo solo Violenza. Morte.
Non la puoi arrestare, questa è la mia convinzione. Posso fingere di provarci, questo si.
giovedì 20 settembre 2012
martedì 28 agosto 2012
Dietro il volto nobile
Divin Marchese
si cela un angelo biondo
che ghiaccia i cuori
sprezzante la bellezza
dal di fuori
nasconde la scaltrezza
dei suoi amori
la voglia di violare un altro corpo
la sadica promessa di un amplesso
godimento o crudeltà... sono parole
che tradotte nel tuo gergo significano... amore
con baci o con la frusta
coi fatti e le parole
del godimento puro
vuoi essere il padrone
signore e servo sei dell’altrui piacere
niente può fermarti senza cadere
nell’intrigo
delle promesse dei tuoi lazzi
nel plagio dei sensi
vorrei fluttuare
schiava dei tuoi umori vorrei annegare
cambia la maschera diavolo biondo
se sei capace
lascia gli artigli ad un altro rapace
scegli di essere raffinato e fiero
lascia il marchesato
e diventa guerriero.
lunedì 27 agosto 2012
Corri, il sangue che pompa veloce, corri ancora più forte, non fermarti, forse riuscirai a seminarli.
A lasciarti alle spalle ogni tipo di apparenza, a riguadagnare il controllo della tua vita. Quando corri sei solo te stessa, gareggi contro i tuoi limiti, li superi, gli fai mangiare la polvere. Braccia che si muovono in modo costante, per mantenere il ritmo, muscoli sciolti ma tesi nell'attività.
Sei uno spettro che si sposta veloce tra la gente, un ombra inafferrabile. Ma sei pur sempre una donna,
fragile eppure temuta. Troppo.
Se non puoi spogliarti delle idee preconcette che gli altri ti hanno incollato addosso, adotta un'altra strategia: ammantatene come se si trattasse di un mantello prezioso, come di una stola tempestata di diamanti.
Brilla per ciò che sei, lotta per ciò che vuoi, sii felice di ciò che fai.
sabato 25 agosto 2012
Sei tornato come te ne sei andato, in silenzio. Una folata di vento artico sulla nuca e sei di nuovo di fronte a me. Non importa che il tuo volto sia solcato da una cicatrice, non importa che i tuoi occhi incutano terrore e obbedienza. Io ho visto solo l'impudenza sul tuo viso, un sorriso sornione che mi ha allagato il cuore. La mia memoria è stata inondata dal tuo sorriso, dalla tua dolce ironia. Doni preziosi che mi hai regalato concedendomi una fiducia che non avrei mai pensato di meritare.
Avevo appena iniziato a respirare di nuovo, credevo di potercela fare senza di te, ed ora l'equilibrio amaro sul quale poggiava la mia vita si è disciolto.
Ricordo ogni sfumatura dei tuoi occhi brinati, Ogni lettera insanguinata incisa sul tuo petto. Mi stai servendo su un vassoio d'argento il cibo necessario per prolungare la mia agonia.
Spero che tu non venga portato via di nuovo, anche se, la caccia, porta spesso i lupi lontano.
Non ho il coraggio di sperare, posso solo chiudere gli occhi e pregare che domani il vento soffi alla mia porta.
venerdì 8 giugno 2012
Abelardo ed Eloisa
Questi cartigli sono stati trovati in un mercatino dell'usato, chi me li ha venduti non conosceva il loro valore, te li dono. Sembrano scritti per te, per noi....
“Tutti si precipitavano a vederti quando apparivi in pubblico, e le donne ti seguivano con gli occhi voltando indietro il capo quando ti incrociavano per la via (…) Quale regina, quale donna potente non invidiava le mie gioie ed il mio letto?"
“Col pretesto delle lezioni ci abbandonammo completamente all’amore, lo studio delle lettere ci offriva quegli angoli segreti che la passione predilige. Aperti i libri, le parole si affannavano di più intorno ad argomenti d’amore che di studio, erano più numerosi i baci che le frasi, la mano correva più spesso al seno che ai libri. E ciò che si rifletteva nei nostri occhi era molto più spesso l’amore che non la pagina scritta oggetto della lezione. Per non suscitare sospetti la percuotevo spinto però dall’amore, non dal furore, dall’affetto non dall’ira, e queste percosse erano più soavi di qualsiasi balsamo. Il nostro desiderio non trascurò nessun aspetto dell’amore, ogni volta che la nostra passione poté inventare qualcosa di insolito, subito lo provammo, e quanto più eravamo inesperti in questi piaceri tanto più ardentemente ci dedicavamo ad essi e non ci stancavamo mai. Quanto più eravamo inesperti di quei giochi d’amore, tanto più insistevamo nel procurarci il piacere e non arrivavamo mai a stancarcene”.
martedì 5 giugno 2012
Il fine ultimo della creazione
Dovrei essere preoccupata per l'aggressione subita la sera scorsa da quei pazzi in motocicletta, dovrei essere preoccupata per la mia reputazione, che qualcuno vorrebbe far traballare per confinarmi ai margini del Core. Dovrei temere per Amelie, che ci ha lasciato per amore e che difficilmente potrò rivedere. Invece sono qui a distruggermi per questa macchia sull'Abito della Shouye. Ho provato a toglierla sfregando con vigore, con il penoso risultato di allargare ancora di più il danno e produrre un piccolo strappo che sarà difficile rammendare.
Ricucire o gettare via?
Si tratta della mia vita alla fine.
E sono io a decidere.
Si dice che i lupi attacchino in branco, solitamente è così, ma ce ne sono alcuni che sono dotati di qualità particolari, sono lupi solitari, non sono in cerca di nulla, ma se gli capiti davanti hanno il potere di paralizzarti semplicemente fissandoti negli occhi.
Io ne ho incontrato uno che ha il muso della fiera ringhiante, il corpo di un cavallo selvaggio e l'anima nera come la notte, una chimera irresistibile.
Ghiaccio che si stempera nelle iridi profonde, un potere sprigionato senza imprimere violenza, solo autorità.
La carne lacerata lo rende ancora più inquietante. Eppure si è lasciato accarezzare da me. Ho potuto tastare la sericità del folto mantello, lasciarmi annusare da lui per permettergli di riconoscere il mio odore.
Non si può addomesticare un lupo così. Si può solo essergli amica e correre al suo fianco finchè te lo permetterà.
Io ho molto fiato e gambe ben allenate.
Ricucire o gettare via?
Si tratta della mia vita alla fine.
E sono io a decidere.
Si dice che i lupi attacchino in branco, solitamente è così, ma ce ne sono alcuni che sono dotati di qualità particolari, sono lupi solitari, non sono in cerca di nulla, ma se gli capiti davanti hanno il potere di paralizzarti semplicemente fissandoti negli occhi.
Io ne ho incontrato uno che ha il muso della fiera ringhiante, il corpo di un cavallo selvaggio e l'anima nera come la notte, una chimera irresistibile.
Ghiaccio che si stempera nelle iridi profonde, un potere sprigionato senza imprimere violenza, solo autorità.
La carne lacerata lo rende ancora più inquietante. Eppure si è lasciato accarezzare da me. Ho potuto tastare la sericità del folto mantello, lasciarmi annusare da lui per permettergli di riconoscere il mio odore.
Non si può addomesticare un lupo così. Si può solo essergli amica e correre al suo fianco finchè te lo permetterà.
Io ho molto fiato e gambe ben allenate.
lunedì 28 maggio 2012
Ieri sera ho fatto un incontro strano, strano ma speciale.
Mi sono trovata sotto una pioggia improvvisa a Carpathia Square, (non era improvvisa a dire il vero, semplicemente avevo dimenticato l'ombrello) riparandomi sotto il porticato, zuppa di acqua e con il morale umido fino al midollo ho incontrado due uomini. Sostanzialmente diversi uno dall'altro, ma terribilmente interessanti. Il primo, il meccanico, mi ha intrigato per il suo desiderio di sperimentare l'utilizzo delle armi. In realtà non ho capito se stesse recitando una parte o fosse sincero in ciò che diceva. Sembrava curioso di avere informazioni circa la Flotta, probabilmente desiderava poter lavorare per loro e non lo nascondeva affatto.
Il secondo, Judas (ricordo il nome perchè in questo momento sto stringendo il suo biglietto da visita tra le dita) è riuscito ad inchiodarmi alla poltroncina della caffetteria rivolgendomi delle semplici domande. Forse non erano poi così semplici...Il suo portamento, i suoi gesti..e quegli occhi. Occhi morti e accesi allo stesso tempo. Un uomo elegante nel vestire e nei modi me che pare indossare con naturalezza uno spietato cinismo. Abbiamo molti punti in comune, ci assomigliamo e ci completiamo mentalmente da quello che ho potuto conoscere di lui, cioè solo la dura scorza che mi ha permesso di ammirare da lontano. Mi incute un certo timore, e si sa, amo tutto ciò che mi fa paura...
Mi sono trovata sotto una pioggia improvvisa a Carpathia Square, (non era improvvisa a dire il vero, semplicemente avevo dimenticato l'ombrello) riparandomi sotto il porticato, zuppa di acqua e con il morale umido fino al midollo ho incontrado due uomini. Sostanzialmente diversi uno dall'altro, ma terribilmente interessanti. Il primo, il meccanico, mi ha intrigato per il suo desiderio di sperimentare l'utilizzo delle armi. In realtà non ho capito se stesse recitando una parte o fosse sincero in ciò che diceva. Sembrava curioso di avere informazioni circa la Flotta, probabilmente desiderava poter lavorare per loro e non lo nascondeva affatto.
Il secondo, Judas (ricordo il nome perchè in questo momento sto stringendo il suo biglietto da visita tra le dita) è riuscito ad inchiodarmi alla poltroncina della caffetteria rivolgendomi delle semplici domande. Forse non erano poi così semplici...Il suo portamento, i suoi gesti..e quegli occhi. Occhi morti e accesi allo stesso tempo. Un uomo elegante nel vestire e nei modi me che pare indossare con naturalezza uno spietato cinismo. Abbiamo molti punti in comune, ci assomigliamo e ci completiamo mentalmente da quello che ho potuto conoscere di lui, cioè solo la dura scorza che mi ha permesso di ammirare da lontano. Mi incute un certo timore, e si sa, amo tutto ciò che mi fa paura...
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